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16 settembre 2015

Festival del Carciofo a Cupello

Scuola del Gusto Post by Scuola del Gusto

di Carmelita Cianci

La primavera nel vastese ha il sentore e il profumo del carciofo di Cupello, noto anche come  “mazzaferrata” perché la forma del panciuto ortaggio ricorda l’antica arma medievale. Il legame del carciofo cupellese con il suo territorio d’origine (Cupello e i vicini comuni di Furci, Lentella, Monteodorisio, San Salvo e Vasto) è secolare, tanto che possiamo azzardare la sua presenza nella zona già dal XVI secolo.


Ne abbiamo testimonianza nel manoscritto del padre domenicano Serafino Razzi, che in un passaggio di “Viaggi in Abruzzo” (1575) cita il carciofo: “dopo inchinando già il sole, lasciammo il mare, per boschi di olivi, e tra fiori di ginestre e pendici di carciofi selvatici salendo, ce ne ritornammo al convento con alquanti gamberi e granchi presi”.

 

Il territorio di Cupello (“città del carciofo”) è sempre stato vocato alla coltura dei carciofi, in passato si trattava di una coltivazione prettamente domestica, poi a cominciare dagli anni ’50 la produzione diviene più importante (circa 150 ettari) e negli anni ’60 con la nascita della Cooperativa San Rocco inizia la commercializzazione e la tutela del prodotto (ha ottenuto il marchio collettivo comunitario con un disciplinare di produzione che salvaguarda la qualità attraverso il controllo di tutta la filiera), molto apprezzato anche nella versione sott’olio, croccanti carciofini immersi in olio extra vergine d’oliva che un paio di anni fa hanno conquistato persino il palato di Oscar Farinetti e trovato spazio sugli scaffali di Eataly.

 

L’occasione per conoscere meglio la “mazzaferrata” arriva con “Scatti Golosi”(iniziativa che nasce dalla collaborazione tra Paesaggi d’Abruzzo, il GAL Maiella Verde e la Scuola del Gusto con lo scopo di valorizzare la biodiversità e le produzioni tipiche locali) nella stessa giornata dedicata alla presentazione del Festival del Carciofo, evento che celebra il gustoso ortaggio dal 30 aprile al 3 maggio.

Il nostro “giro fotografico” inizia da un campo di carciofi, una bellissima e immensa distesa verde nella campagna cupellese. Ho la possibilità di toccare con mano questo prodotto coltivato in terreni profondi e ben drenati che sprigiona un aroma unico e inconfondibile.

L’ecotipo locale deriva dal “campagnano”, varietà di carciofo romano, a ciclo tardivo che raggiunge la maturazione tra la fine di marzo e l’inizio di maggio. All’aspetto si presenta panciuto e tondeggiante, con il tipico foro all’apice, ma la forma è leggermente più allungata rispetto al classico romano. E’ privo di spine, quindi inerme e gentile, mentre il colorito è verde con sfumature di violetto. Alle papille gustative, il sapore è pronunciato, generoso (“perché persino i carciofi hanno un cuore” cit.) e pieno, con un caratteristico retrogusto dolciastro e una consistenza tenera e carnosa, mentre in cucina è versatile, ma predilige essere preparato alla maniera cupellese ovvero imbottito con un corposo ripieno di uova e formaggio che ricorda per certi versi il  “cacio e uova”.

Per scoprire le altre declinazioni culinarie del carciofo di Cupello, facciamo incursione in alcuni rinomati ristoranti del paese, come La Volpe e l’Uva, dove il giovane chef Marcello Potente ci apre le porte della sua cucina e ci mostra “step by step” la preparazione di un piatto di stagione: una zuppa fresca di carciofi e fave. Si parte da un soffritto di olio extra vergine d’oliva, aglio e peperone rosso dolce essiccato, si aggiungono i carciofi, un pizzico di sale, menta e prezzemolo, un po’ d’acqua, le fave e infine la lattuga. E’ un piatto appena umido, dalla cottura veloce che consente al carciofo di conservare gusto e croccantezza quanto basta.

 

Un’altra “irruzione” è alla pizzeria Lo Scarabeo, l’acquolina sale alle stelle alla vista del classico carciofo ripieno e delle lasagne a tema, piatti che avremo modo di assaggiare, insieme alla zuppa fresca, ai carciofi fritti e un impeccabile carciofo gratinato al forno di Marcello, nel corso del pranzo in Cooperativa, ma prima ci aspetta un giro lungo le caratteristiche viuzze del borgo antico per ammirare scorci come quello sul Palazzo Erminio Boschetti con l’annessa Torretta Belvedere, e poi Palazzo Marchione, sede del municipio, che ospita in questi giorni un’interessante mostra temporanea sulla “mazzaferrata”.

L’ultima tappa del nostro tour ci porta alla Cooperativa San Rocco, dove viene presentato e ufficializzato il calendario del Festival del Carciofo: quattro imperdibili giornate all’insegna del gusto per celebrare il protagonista indiscusso dell’enogastronomia cupellese, il carciofo  “mazzaferrata”.

Il programma

Giovedì 30 aprile

ore 16.00 – Apertura festival con la banda di Cupello (piazza Garibaldi)
ore 17.00 – Convegno “Valorizzazione del carciofo di Cupello. Quale prospettiva con la D.O.P.?
ore 20.00 – Galà gastronomico “Prodotto topico”

 

Venerdì 1 maggio

ore 10-12/15-17 – Visita straordinaria della torre campanaria
ore 12.30 – Apertura stand gastronomici
ore 15.00 – “Carciocavallo”, un giro a cavallo per i più piccoli (piazza Benicarlò)
ore 17.00 “Carciolimpiadi”, giochi per bambini (piazza Garibaldi)
ore 19.30 – Apertura stand gastronomici
ore 21.30 – Concerto dei DisCanto

Sabato 2 maggio

ore 10-12/15-17 – Visita straordinaria della torre campanaria
ore 11.00 Aperitivo Slow Food con musica live della Banda del buco (giardinetto corso Mazzini)
ore 12.30 – Apertura stand gastronomici
ore 17.00 – “GNAM l’arte a tavola”, evento per i più piccini (piazza Garibaldi)
ore 18.30 – Santa messa di ringraziamento per i prodotti della terra
ore 19.30 – Street food “il carciofo portata di strada”, a cura di Venerando Vallastra della trasmissione “I re della griglia” su Dmax e “Grill different team”
ore 21.30 – Concerto de “La Differenza” – apertura “Dreamers”

Domenica 3 maggio

ore 9.30 – “Carciofo in 500″, raduno delle 500 d’epoca
ore 12.30 – Apertura stand gastronomici

Tutti i giorni

Sala Multimediale del Municipio: Esposizione foto del carciofo e disegni delle classi terze della scuola media per il progetto “Il logo del festival”. Canti e balli itineranti con i cori folkloristici di Cupello. Stand delle associazioni e dell’artigianato locale.

Si ringraziano gli autori degli scatti: Denio Di Nardo, Simona Zuccarini, Stefania Proietto, Giuseppe Tatangelo, Pierino Di Nicola, Piera Menchini e Carmelita Cianci autrice dell’articolo

 

Guardare i nostri territori con occhi nuovi per riscoprirne i valori,intrecciando la cultura rurale e l’identità con la sensibilità dei fotografi è questo l’obiettivo del progetto #ScattiGolosi, un iniziativa organizzata da Paesaggi d’Abruzzo, GAL Majella Verde e la Scuola del Gusto Abruzzo