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20 aprile 2016

Di che pasta (all’uovo) siamo fatti?

Scuola del Gusto Post by Scuola del Gusto

Di Carlo Ricci

chitarra
Al di là della bontà, ovvero del mix di percezioni tattili, gustative ed olfattive, che cos’è che vi soddisfa e vi colpisce quando mangiate qualcosa? Probabilmente, a tavola, ciascuno di noi ha i propri “tasti dell’emozione”, ma sono sempre gli stessi? Personalmente credo che per ogni piatto ci sia una speciale combinazione tra le componenti dell’atmosfera in cui lo consumiamo, come la situazione, il paesaggio ecc. e gli elementi del nostro immaginario che riesce ad evocare che, alla fine, fa sì che possa colpire nel segno.

Ad esempio, per quanto mi riguarda, se penso alla domenica al ritorno da un’escursione in montagna l’icona gastronomica che si materializza è: RAVIOLI!

ravioli
È per questo che amo mangiarli a Casale Centurione dove li trovo perfetti: la delicata sfoglia di grano di Solina, il ripieno con ricotta di pecora e di mucca, il sugo semplice di pomodoro e la bellissima vista di Maiella e Gran Sasso.

Era quindi inevitabile che chiedessi a Francesca Belfiglio e Giulia Scappaticcio del Casale di venire al Museo del Gusto a fare scuola di pasta all’uovo (martedì 26 aprile). Se, come dice Carlin Petrini, i ravioli sono la tipologia di pasta fresca più diffusa e ricca di varianti d’Italia, la Pasta alla Chitarra, seconda ricetta della lezione di martedì prossimo (cucinata con il sugo di carne all’abruzzese), è invece un’invenzione targata Abruzzo.

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Nella nostra regione infatti, probabilmente ai piedi della Maiella, nella seconda età del 1700 fu inventato lu maccharunare, progenitore dell’attuale Chitarra.
Buon divertimento!

Puoi iscriverti allo showcooking su “La lavorazione della pasta fatta in casa” > QUI